Descrizione Viaggiare e fare acquisti
All'interno del mercato unico i cittadini dell'Unione europea possono viaggiare liberamente e acquistare quello che vogliono. I controlli alle frontiere su bagagli e merci sono stati soppressi. Il passo successivo è la completa abolizione dei controlli sulle persone.
Acquisti per uso personale nel mercato unico
I consumatori possono acquistare merci in qualsiasi luogo all'interno del mercato unico e portarle con sé attraverso le frontiere senza alcun problema. Un acquisto effettuato all'estero è considerato acquisto effettuato nel proprio paese, a condizione che sia per uso personale.
In linea di principio, i beni acquistati per uso personale non sono più assoggettati a imposte o dazi alla frontiera. Non sono previsti limiti di valore o di quantità. Gli articoli acquistati in un altro paese dell'UE sono considerati acquisti effettuati nel paese di residenza dell'acquirente. Quindi non c'è più nessuna differenza tra l'acquisto di un forno a microonde a Verona o a Monaco di Baviera. Le uniche eccezioni sono le automobili nuove, i motocicli e le imbarcazioni.
Tuttavia, c'è una condizione da rispettare: le merci trasportate devono essere destinate esclusivamente all'uso personale. Chiunque si presenti con cinque forni a microonde probabilmente dovrà rispondere a qualche domanda imbarazzante, se viene fermato per un controllo! In quel caso, bisognerà riuscire a convincere in qualche modo i funzionari che i forni sono veramente destinati all'uso personale e non ad essere rivenduti. È bene ricordare che questi controlli non vengono più effettuati alle frontiere, ma in forma di controlli a campione nei singoli Stati membri.
Fanno eccezione alla regola le disposizioni speciali per le automobili con meno di 6 000 km e immatricolate da meno di sei mesi. È possibile acquistare un'automobile nuova dove si vuole, ma bisogna pagare l'IVA nel paese dove avviene l'immatricolazione.
Per gli alcolici e il tabacco sono stati fissati quantitativi massimi che permettono di distinguere tra acquisto per uso privato e importazione a fini commerciali: per quantitativi al di sotto del limite, in caso di controllo i doganieri non faranno domande; al di sopra del limite, si presume automaticamente che le merci siano destinate ad uso commerciale.
Per evitare problemi, quindi, è opportuno tenere presente queste quantità limite quando si fanno acquisti in un altro paese dell'UE:
· 800 sigarette (o 400 sigaretti, o 200 sigari, o 1 kg di tabacco da fumo o un assortimento, in proporzione, dei diversi articoli),
· 10 litri di bevande alcoliche (o 90 litri di vino, o 110 litri di birra, o 20 litri di vermouth o un assortimento, in proporzione, dei diversi articoli).
Tuttavia, è importante ricordare che per stabilire se si tratta di un'importazione «privata» non si tiene conto solo della quantità di merci acquistate ma anche delle circostanze generali del caso. Per esempio, se riuscite a convincere i funzionari doganali che vi servono 120 litri di birra per una festa di compleanno non avrete problemi al confine. Viceversa, il proprietario di un bar che attraversa il confine una volta alla settimana con 700 sigarette potrebbe avere dei guai, anche se in ogni viaggio si mantiene nei limiti consentiti.
Se volete portare alcool o sigarette in un paese scandinavo dell'Unione, tenete presente che per alcune merci i limiti quantitativi sono inferiori. Per questi paesi sono ancora in vigore delle disposizioni transitorie, quindi è opportuno rivolgersi prima all'ufficio del turismo competente per avere informazioni. I carburanti non trasportati nel serbatoio del veicolo o in taniche possono essere soggetti a una tassa sugli oli minerali nel paese di utilizzo.
Il fatto di poter fare acquisti dappertutto va anche a vantaggio delle persone che si trasferiscono da uno Stato membro ad un altro con i propri beni personali. Poiché l'importazione privata di beni ora è permessa senza ulteriori formalità, in caso di trasloco non è più necessario dichiarare né versare imposte sui propri averi.
Negozi duty-free
I negozi duty-free non hanno più ragione d'essere nel mercato unico, benché sia previsto un periodo di adeguamento fino alla metà del 1999. L'acquisto di merci in un negozio duty-free nei viaggi intracomunitari è soggetto a determinati limiti che vanno rigorosamente osservati.
I negozi duty-free sono incompatibili con il mercato unico , anzitutto perché a quel punto sarebbe necessario, per motivi fiscali, mantenere i controlli negli aeroporti per i viaggi intracomunitari onde garantire che non vengano superate le quote consentite e, in secondo luogo, perché non c'è motivo di trattare diversamente gli acquisti effettuati nel territorio nazionale, cioè fuori dei negozi duty-free. Di conseguenza, gli Stati membri dell'UE hanno concordato di sopprimere tutti i negozi duty-free per i viaggi all'interno dell'UE.
È stato istituito un regime transitorio, almeno fino alla metà del 1999. Comunque, anche dopo quella data i punti vendita presso gli aeroporti europei continueranno indubbiamente a rappresentare un buon affare, non foss'altro per la loro posizione favorevole, che incoraggia i viaggiatori a fare acquisti.
Quindi, viaggiando all'interno dell'UE è ancora possibile acquistare merci in esenzione d'imposta, ma bisogna fare attenzione a non superare le seguenti quote:
· 200 sigarette (o 100 sigaretti, o 50 sigari, o 250 grammi di tabacco da fumo o un assortimento proporzionale dei vari articoli) (età minima 17 anni),
· 1 litro di bevande alcoliche di tenore alcolico sopra il 22 % o 2 litri di bevande alcoliche di contenuto alcolico pari o inferiore al 22 %, ovvero 2 litri di vino spumante o un assortimento proporzionale dei vari articoli, e 2 litri di vino (età minima 17 anni),
· 50 g di profumo e 0,25 litri di eau de toilette.
Viaggiare in Europa
I cittadini dell'Unione possono viaggiare liberamente nei paesi dell'Unione europea. I bagagli non sono più soggetti a controlli alle frontiere. Il passo successivo sarà la totale abolizione dei controlli sulle persone, senza che ciò comporti una riduzione della sicurezza interna.
I cittadini dell'Unione possono viaggiare liberamente all'interno dell'Unione europea. I bagagli non sono più soggetti a controlli alle frontiere, mentre i controlli sulle persone non sono ancora stati eliminati completamente: vi sono ancora controlli a campione sui passaporti, nell'ambito della lotta degli Stati membri contro la criminalità internazionale.
Tra i cittadini dell'UE è molto diffuso il timore che l'abolizione dei controlli alle frontiere sulle persone possa minacciare la sicurezza interna del paese in cui vivono. Per questo motivo gli Stati membri intendono affrontare una serie di questioni tuttora irrisolte, prima di abolire definitivamente i controlli sulle persone. È necessario elaborare misure anticrimine convincenti e stabilire criteri comuni in materia di immigrazione, asilo e politica dei visti. Per maggiori informazioni sull'argomento consultare
Grazie alla convenzione per l'attuazione dell'accordo di Schengen , dal 26 marzo 1995 è possibile attraversare le frontiere interne tra Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Portogallo senza essere sottoposti a controlli. Austria, Grecia, Italia, Danimarca, Finlandia e Svezia, anch'essi paesi firmatari dell'accordo di Schengen, applicheranno la convenzione tra breve.
«Piena libertà di circolazione delle persone» non significa però una riduzione della sicurezza interna, bensì l'opposto, poiché unitamente all'accordo di Schengen è stata introdotta una serie di rilevanti misure di sicurezza:
· un sistema comune di controlli alle frontiere esterne ,
· una politica comune in materia di visti e asilo,
· la cooperazione nella lotta alle droghe,
· la cooperazione giudiziaria in materia di assistenza legale e estradizione,
· la cooperazione delle forze di polizia (ad esempio, nell'inseguimento dei criminali attraverso le frontiere).
Il fulcro di queste misure di sicurezza è il sistema informativo di Schengen (SIS), che ha attivato un computer centrale a Strasburgo al quale sono direttamente collegati i sistemi d'indagine nazionali. La polizia e i funzionari di confine degli Stati aderenti alla convenzione di Schengen, collegandosi al computer centrale, possono appurare immediatamente, ad esempio, se una determinata automobile risulti ufficialmente rubata. Il SIS è protetto da rigorose norme di tutela dei dati.
Da tempo la criminalità internazionale organizzata e i trafficanti di droga operano come se i confini nazionali non esistessero. Il SIS quindi segna un importante passo avanti nella lotta contro il crimine. Con la convenzione di Schengen la sicurezza non diminuisce, bensì aumenta.
Il trattato di Amsterdam del 1997 ha assunto l'accordo di Schengen a modello per l'intera UE. Molte delle disposizioni dell'accordo sono state inserite nel trattato.
Niente più visti per i viaggi scolastici
In passato, organizzare un viaggio di studio in un altro Stato membro per classi con allievi di diverse nazionalità era spesso un incubo burocratico per gli insegnanti. Ora si è posto rimedio al problema con un nuovo modulo standard per l'intera UE: i ragazzi di origine extracomunitaria che, a rigore, dovrebbero munirsi di un visto per viaggiare in un dato paese potranno accedervi anche senza, se viaggiano con la scuola.
Nel 1994, l'UE ha approvato delle norme che facilitano molto l'organizzazione di viaggi nei paesi dell'Unione per le scuole con allievi di nazionalità diverse: per i viaggi scolastici all'estero esiste oggi un modulo standard per tutta l'UE, grazie al quale gli studenti che di norma avrebbero bisogno del visto per entrare in un dato paese, possono accedervi anche se ne sono sprovvisti, purché viaggino con la scuola.
La procedura è semplice. L'insegnante richiede alle competenti autorità estere il modulo per i viaggi scolastici all'interno dell'Unione europea, nel quale vengono riportati nomi, indirizzi e date di nascita degli studenti, oltre alla destinazione e alla durata del viaggio. Se si presenta questo modulo alla frontiera, le autorità degli Stati membri sono tenute a consentire ai ragazzi indicati nell'elenco di entrare e uscire dal paese, con o senza visto. Per attraversare la frontiera gli studenti devono solo esibire il passaporto o la carta d'identità.
Se per qualsivoglia motivo uno studente è sprovvisto di passaporto, il modulo UE vale come documento sostitutivo alla frontiera. In tal caso, al modulo dev'essere allegata una fotografia dello studente o studenti interessati. L'elenco dev'essere poi autenticato dalle autorità straniere, a conferma del fatto che tutti i ragazzi citati vivono nel paese indicato sul modulo e hanno diritto a rientrarvi.
Queste procedure sono state rese possibili per la prima volta dal trattato di Maastricht sull'Unione europea entrato in vigore nel 1993 e sono solo un esempio dei progressi compiuti nel campo della cooperazione in materia di giustizia e affari interni .
C'è bisogno di un medico? Nessun problema!
L'assicurazione malattie obbligatoria negli Stati membri dell'UE prevede l'assistenza anche quando si è all'estero: se ci si ammala in un altro paese dell'UE si ha diritto a ricevere cure adeguate senza particolari formalità o spese extra.
Se avete intenzione di fare del turismo all'estero, prima di partire procuratevi il modulo E 111. È inteso per brevi soggiorni all'estero e se ne siete in possesso potete ricevere dovunque tutte le cure immediate di cui avete bisogno in caso di malattia.
La normativa europea sulla sicurezza sociale, tuttavia, non riguarda i contratti di assicurazione sanitaria stipulati dai privati. Se, e in che misura, l'assicurazione privata copra le spese di assistenza medica all'estero dipende dal singolo contratto.
Quindi, chi ha stipulato un'assicurazione sanitaria privata, è bene che si rivolga al suo assicuratore per sapere quale sia il tipo di assicurazione migliore per il caso di malattia o cure sanitarie in un altro paese dell'UE e quali sono esattamente le modalità di rimborso.
Assistenza consolare
La cittadinanza dell'Unione conferisce nuovi diritti ai cittadini europei. Ad esempio, chiunque si trovi in difficoltà all'estero può chiedere aiuto ai consolati di altri paesi dell'UE.
I cittadini dell'Unione che si trovino in difficoltà mentre sono in vacanza o mentre viaggiano fuori dall'UE oggi possono rivolgersi alle autorità consolari di un altro Stato membro per chiedere sostegno, consulenza o assistenza. Questo è uno dei nuovi diritti acquisiti dai cittadini dell'Unione con il trattato sull'Unione europea.
Tuttavia, questo vale solo nel caso in cui il paese d'origine del viaggiatore non disponga di rappresentanze consolari proprie nel paese in questione. In caso contrario, le ambasciate o i consolati degli altri Stati membri indirizzano il viaggiatore al proprio consolato nazionale.
Per il momento, l'assistenza è limitata ai casi di decesso, incidente, rimpatrio, arresto, furto o altre emergenze analoghe. Le autorità consolari di altri Stati membri, comunque, si attivano solo se il paese d'origine del cittadino si impegna a rimborsare le spese sostenute. In questo modo, qualsiasi cittadino di uno Stato membro dell'UE che viaggi in un paese straniero dove il suo paese d'origine non è rappresentato può beneficiare dell'assistenza consolare delle rappresentanze di altri Stati dell'UE.
Viaggi «tutto compreso»: l'UE protegge i suoi cittadini
Il mercato unico rende più facili le prenotazioni turistiche al di là delle frontiere nazionali: perciò la scelta si fa più ampia ed è possibile beneficiare di prezzi più competitivi. Esiste una direttiva europea che protegge gli interessi dei consumatori , ad esempio, in caso di fallimento del tour operator.
In futuro, ai turisti che prenotano un viaggio in uno Stato membro dell'Unione la legge garantirà l'osservanza di determinati standard di protezione, per ogni aspetto della loro vacanza. In passato, se qualcosa andava storto - ad esempio se la passeggiata di cinque minuti per raggiungere la spiaggia si rivelava una marcia forzata di mezz'ora - i turisti spesso non sapevano a chi rivolgersi per ottenere un risarcimento.
La direttiva europea sulle vacanze «tutto compreso» definisce chiaramente i diritti dei consumatori in tutto il territorio dell'Unione. Le richieste di risarcimenti o sconti devono essere trasmesse solo agli organizzatori del viaggio. Le principali disposizioni della direttiva sono le seguenti:
· l'opuscolo illustrativo dell'operatore turistico deve fornire informazioni dettagliate su viaggio, prezzi e limiti di tempo per i pagamenti,
· le informazioni contenute nell'opuscolo hanno validità contrattuale,
· dev'essere fornita prova della solvibilità dell'operatore turistico,
· le compagnie aeree hanno l'obbligo di garantire i posti prenotati,
· l'operatore è tenuto a fornire informazioni sulle disposizioni in merito a passaporti e visti,
· la prenotazione è trasferibile,
· il consumatore dev'essere protetto in caso di fallimento dell'operatore.
La direttiva stabilisce inoltre degli standard minimi ai quali gli operatori devono attenersi. Nei casi in cui al consumatore è garantita una protezione migliore si continua ad applicare la legge nazionale.
Acquisti via Internet
Nell'epoca delle telecomunicazioni si sta diffondendo sempre più l'abitudine di fare acquisti senza muoversi da casa. Oltre che dai cataloghi, è possibile acquistare prodotti all'estero elettronicamente, attraverso la televisione, il fax e Internet. Ma queste nuove tecniche di vendita comportano qualche problema in fatto di tutela dei consumatori.
Provate a figurarvi la scena: mentre il signor Tizio di Bruxelles non è in casa suo figlio minorenne ordina per sé una camera da letto design su Internet. Immaginate il suo stupore quando arriva il giorno della consegna: chi ha fatto l'ordine? quando? come? da chi? a che condizioni di pagamento e di consegna? L'elenco delle domande possibili è lungo. Una direttiva europea sulla «protezione dei consumatori» nei contratti negoziati a distanza» ora garantisce la tutela degli interessi di chi fa tele-shopping. La direttiva riguarda la compravendita a distanza di beni e servizi, ad esclusione dei servizi finanziari.
La direttiva stabilisce che prima della conclusione del contratto al consumatore devono essere inviate per iscritto certe informazioni, come la descrizione della merce, il prezzo e le condizioni di acquisto. In caso di contatto telefonico, l'identità del chiamante e lo scopo commerciale della telefonata devono essere chiariti fin dall'inizio. Per tutti i «contratti a distanza» il consumatore dispone di sette giorni lavorativi per recedere dal contratto, senza versare delle penali o fornire motivazioni.
Se il fornitore non è in grado di onorare il contratto, il cliente ha diritto all'immediato risarcimento. Salvo accordo contrario, il contratto negoziato a distanza dev'essere eseguito entro un massimo di 30 giorni dall'ordine. La direttiva vieta espressamente la fornitura di beni o servizi non richiesti.