Storia del Santo Patrono san Lorenzo.

Patrono di cuochi, librai, bibliotecari, pasticcieri, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro, diaconi permanenti.

Si festeggia il 10 agosto.

 

 

Le notizie sulla vita di Lorenzo sono scarse. Originario della Spagna, compie a Saragozza gli studi umanistici e teologici. Qui conosce il futuro papa Sisto II che insegnava lì. Tra maestro e allievo inizia una profonda amicizia. Insieme lasciano la Spagna per trasferirsi a Roma. Il 30 agosto 257 Sisto è eletto vescovo di Roma. Egli affida subito a Lorenzo il compito di arcidiacono. L’anno dopo l'imperatore Valeriano emana un editto, secondo il quale tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi devono essere messi a morte. Sorpreso mentre celebrava l'eucaristia nelle catacombe di San Callisto, papa Sisto II viene ucciso. Il 10 agosto Lorenzo, 33enne, subisce il martirio: è bruciato su una graticola, su carbone ardente. La leggenda dice che il santo esclama: “Sono cotto da questa parte, girami dall'altra e poi mangiami”, per questo nel Medioevo nasce la credenza secondo cui il corpo del martire è fatto a pezzi e dato in pasto alla plebe pagana vittima di una carestia.

Il testo ambrosiano racconta:

« San Lorenzo, vedendo il suo vescovo Sisto condotto al martirio, cominciò a piangere, non perché quello era condotto a morire, ma perché egli doveva sopravvivergli. Comincia dunque a dirgli a gran voce: "Dove vai, padre, senza il tuo figlio? Allora Sisto gli rispose: "Non ti lascio, non ti abbandono, o figlio; ma ti sono riservate prove più difficili. A noi, perché vecchi, è stato assegnato il percorso d'una gara più facile; a te, perché giovane, è destinato un più glorioso trionfo sul tiranno. Presto verrai, cessa di piangere: fra tre giorni mi seguirai»


La tradizione dice anche che a Lorenzo è promessa salva la vita se consegna i tesori della
 Chiesa entro tre giorni. Il 10 agosto, quindi, Lorenzo si presenta alla testa di un corteo di suoi assistiti dicendo:

 « Ecco questi sono i nostri tesori: sono tesori eterni, non vengono mai meno, anzi crescono.»


Si racconta che un soldato romano assiste al supplizio, raccoglie con uno straccio poche gocce del sangue del martire e le porta al paese di Amaseno (FR) dove la reliquia è tuttora custodita, e ogni 10 di agosto avviene il miracolo della liquefazione del Sangue di S. Lorenzo.

Molti storici sostengono che il santo muore per decapitazione.

La notte di san Lorenzo è tradizionalmente associata al fenomeno delle stelle cadenti, considerate evocative dei carboni ardenti. In effetti, in quei giorni (in realtà il 12 agosto), la Terra attraversa lo sciame meteorico delle Perseidi e l'atmosfera è attraversata da un numero di piccole meteoremolto più alto del normale. Il cielo estivo è spesso sereno.

Celebre la poesia di Giovanni Pascoli, che interpreta la pioggia di stelle cadenti come lacrime celesti, intitolata appunto, dal giorno dedicato al santo,X agosto:

 « San Lorenzo, io lo so perché tanto 
di stelle per l'aria tranquilla 
arde e cade, perché si gran pianto 
nel concavo cielo sfavilla... »

 Curiosità…

Secondo la tradizione, versando dell'acqua nella terra di un vaso di basilico la sera del giorno che precede la festa di San Lorenzo Martire, il 9 agosto, e lasciando il vaso di basilico all'aria aperta per tutta la notte, il mattino seguente è possibile rinvenire nella terra, sotto le piantine di basilico, delle piccole scaglie di carbone del martirio del santo.