Facendo seguito alla specifica analisi dell’organizzazione dei singoli settori e dei rischi specifici per ciascuno di questi, come da verbale 384/16 sono stabilite le seguenti ulteriori misure di contrasto alla corruzione.

Settore Affari generali ed Area  Amministrativa

Evento rischioso: personale

-          Selezione del personale e progressioni di carriera

Il rischio si può verificare nell’assenza di pubblicità della selezione o almeno di adeguata pubblicità; assenza di controllo dei requisiti dichiarati; attestazioni delle presenze in servizio e/o omissioni di controlli sulle presenze in servizio,

La causa può essere individuata nei seguenti comportamenti:

-          Assenza o insufficienza di controlli sul personale

-          Mancata trasparenza nelle procedure

-          Mancata rotazione negli affidamenti dei compiti e dei procedimenti

Le misure efficaci in tal caso sono per lo più le misure di trasparenza all’interno dell’amministrazione e nei confronti dei terzi quali: aumentare i termini di pubblicazione dei bandi in modo da permettere la massima conoscenza e partecipazione; evitare situazioni di conflitto di interesse sostituendo il personale che abbia rapporti di parentela o frequentazione abituale; intensificare i controlli sul personale e sul sistema di rilevazione delle presenze.

AREA: servizi sociali

Nel settore sociale il rischio è molto elevato e concerne la possibilità che beneficino di prestazioni sociali soggetti che non abbiano i requisiti o, al contrario, escludere quelli che hanno i requisiti.

Le cause degli eventi rischiosi sono sostanzialmente identificabili nelle seguenti:

-          Concentrazione del potere

-          Mancanza di controlli delle dichiarazioni ISEE

-          Mancata trasparenza

Le misure per ridurre il rischio corruzione sono:

sottoporre a controlli a campione le dichiarazioni ISEE, in special modo laddove risulti reddito pari ad euro zero;

garantire la massima pubblicità delle iniziative sociali del Comune attraverso la pubblicazione sul sito ufficiale dell’Ente nonché sulla pagina facebook e sul tabellone luminoso.

Settore demografico, tributi, commercio, pubblicità.

Per le residenze occorre incrementare i controlli attraverso la collaborazione con i Vigili Urbani, nonché predisporre moduli prestampati con allegate documentazioni ed effettuare un controllo a campione.

Altre aree di rischio vengono individuate nelle funzioni del commercio, dei tributi e della pubblicità dove si ritiene necessario operare nel massimo rispetto della trasparenza e della pubblicità attuando controlli capillari sui singoli processi.

Settore Pubblica Istruzione

Evento rischioso: aggiudicare appalti a soggetti predeterminati

misure di contrasto:

-          evitare affidamenti diretti al di fuori dei casi di legge e ricorrere, ove possibile, a procedure ad evidenza pubblica anche per piccoli importi;

-          dare attuazione al principio di rotazione;

-          adottare bandi tipo in modo da evitare il bando cucito su misura;

-          misure di trasparenza con la massima pubblicità di ogni appalto;

-          controlli sull’esecuzione dei lavori;

Settore Polizia Locale

Nell’area Polizia Locale gli eventi rischiosi sono molteplici per la delicatezza dei compiti alla stessa assegnati che per lo più consistono in attività di controllo.

Evento rischioso: ruoli

L’evento rischioso può verificarsi nella mancata o ritardata iscrizione a ruolo dei proventi derivanti dalle infrazioni al codice della strada. Infatti, si potrebbe verificare che alcuni contravventori non vengano iscritti a ruolo e /o si facciano passare i termini di prescrizione per l’incasso.

Cause:

- concentrazione del potere

- mancanza di controlli 

Misure di controllo

Si prevede di attuare controlli a campione dei verbali per verificarne l’iscrizione a ruolo ed, inoltre,  effettuare un controllo sistematico delle prescrizioni dei verbali in modo da far emergere situazioni di perseguimento di interessi privati e deviazioni rispetto all’interesse pubblico.

Evento rischioso: controlli edilizi

-          Mancato o ritardato sopralluogo

-          Mancato controllo della superficie occupata

Le misure da attuare sono sostanzialmente quelle di controllo: viene stabilito di richiedere relazioni sui controlli edilizi nonché sulle verifiche dirette a misurare l’effettiva occupazione del suolo.

Altra area di rischio viene identificata nell’Annona. Anche qui si ritiene misura idonea quella del controllo dei processi e della trasparenza dell’azione amministrativa

AREA TECNICA  Lavori pubblici

L’area tecnica si presenta ad elevatissimo rischio corruzione, sia per la gestione degli appalti, sia per la gestione dei provvedimenti autorizzatori e concessori.

evento rischioso: aggiudicare appalti a soggetti predeterminati

misure di contrasto:

-          evitare affidamenti diretti al di fuori dei casi di legge e ricorrere, ove possibile, a procedure ad evidenza pubblica anche per piccoli importi;

-          dare attuazione al principio di rotazione;

-          adottare bandi tipo in modo da evitare il bando cucito su misura;

-          misure di trasparenza con la massima pubblicità di ogni appalto;

-          controlli sull’esecuzione dei lavori;

Area Tecnica Urbanistica

Evento rischioso: provvedimenti autorizzatori e/o concessori senza requisiti e trattazione della pratica;

Quale misura ulteriore per la prevenzione della corruzione, in via sperimentale e quale progetto pilota, il Settore Urbanistica, con riferimento ai procedimenti inerenti le pratiche edilizie considerate ad alto rischio, adotta il sistema di monitoraggio informatico dei procedimenti di istruttoria tecnica ed amministrativa di tali pratiche.

Misure:

informatizzazione - predisporre programma informatico per la gestione dei provvedimenti ampliativi della sfera giuridica del destinatario quali, concessioni autorizzazioni in modo da rispettare l’ordine di presentazione al protocollo mediante tabella informatica per il monitoraggio delle varie fasi del procedimento.

misure di trasparenza

misure di controllo attraverso relazione semestrale sui provvedimenti rilasciati.

Ambiente

Gestione rifiuti: controlli sull’esecuzione dei contratti

AREA FINANZIARIA

evento rischioso: pagamenti

ritardo nei pagamenti,

Controllo del rispetto cronologico dei pagamenti. Relazione semestrale.

Evento rischioso comune  a tutti i settori: eseguita’ di personale ed impossibilità di rotazione

In riferimento alla esiguità di personale nei singoli Settori a causa della quale i Responsabili hanno dichiarato non poter procedere alla pratica della rotazione si adotta quale misura comune a tutti i Settori di attenuazione del rischio l’intensificazione de i controlli sui procedimenti svolti all’interno del Settore ed, ove possibile, l’assegnazione condivisa dell’istruttoria.

Evento rischioso comune a tutti i settori: aggiudicare appalti e contratti

Con riferimento al rischio, comune a tutti i Settori, legato all’aggiudicazione di appalti di servizi e/o concessioni, si adottano le seguenti misure di contrasto:

-          evitare affidamenti diretti al di fuori dei casi di legge e ricorrere, ove possibile, a procedure ad evidenza pubblica anche per piccoli importi;

-          dare attuazione al principio di rotazione;

-          adottare bandi tipo in modo da evitare il bando cucito su misura;

-          misure di trasparenza con la massima pubblicità di ogni appalto;

-          controlli capillari sull’esecuzione dei lavori servizi e forniture;

UFFICIO PROCEDIMENTI DISCIPLINARI

Evento rischioso : apertura di procedimento disciplinare

Misure di contrasto: l’Ufficio è costituito in forma collegiale e si ritiene che la condivisione del ruolo possa assumere carattere di misura di riduzione del rischio.

Ogni tentativo di corruzione o di pressione psicologica viene segnalato alle autorità competenti.

CODICE DISCIPLINARE
ART. 3
DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEL PERSONALE DEL
COMPARTO DELLE REGIONI E DELLE AUTONOMIE LOCALI PER IL QUADRIENNIO
NORMATIVO 2006-2009 E IL BIENNIO ECONOMICO 2006-2007, SOTTOSCRITTO IN
DATA 11/04/2008.
1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla
gravità della mancanza, e in conformità a quanto previsto dall’art. 55 del D.Lgs.n.165 del 2001
e successive modificazioni ed integrazioni, il tipo e l’entità di ciascuna delle sanzioni sono
determinati in relazione ai seguenti criteri generali:
a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza, imprudenza o imperizia dimostrate,
tenuto conto anche della prevedibilità dell’evento;
b) rilevanza degli obblighi violati;
c) responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata dal dipendente;
d) grado di danno o di pericolo causato all’ente, agli utenti o a terzi ovvero al disservizio
determinatosi;
e) sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con particolare riguardo al
comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari nell’ambito del biennio previsto dalla
legge, al comportamento verso gli utenti;
f) al concorso nella mancanza di più lavoratori in accordo tra di loro.
2. La recidiva nelle mancanze previste ai commi 4, 5 e 6, già sanzionate nel biennio di
riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle previste nell’ambito dei
medesimi commi.
3. Al dipendente responsabile di più mancanze compiute con unica azione od omissione o con
più azioni od omissioni tra loro collegate ed accertate con un unico procedimento, è applicabile
la sanzione prevista per la mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con
sanzioni di diversa gravità.
4. La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale o scritto al massimo della multa
di importo pari a 4 ore di retribuzione si applica, graduando l’entità delle sanzioni in relazione
ai criteri del comma 1, per:
a) inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché
dell’orario di lavoro;
b) condotta non conforme ai principi di correttezza verso superiori o altri dipendenti o nei
confronti del pubblico;
c) negligenza nell’esecuzione dei compiti assegnati, nella cura dei locali e dei beni mobili o
strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare attività
di custodia o vigilanza;
d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione degli infortuni e di sicurezza sul lavoro
ove non ne sia derivato danno o disservizio;
e) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell’ente, nel
rispetto di quanto previsto dall’art. 6 della legge 20 maggio 1970 n. 300;
f) insufficiente rendimento, rispetto ai carichi di lavoro e, comunque, nell’assolvimento dei
compiti assegnati.
L’importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio dell’ente e destinato ad
attività sociali a favore dei dipendenti.
5. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino
ad un massimo di 10 giorni si applica, graduando l’entità della sanzione in relazione ai criteri di
cui al comma 1, per:
a) recidiva nelle mancanze previste dal comma 4, che abbiano comportato l’applicazione del
massimo della multa;
b) particolare gravità delle mancanze previste al comma 4;
c) assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o arbitrario abbandono dello stesso; in tali
ipotesi l’entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell’assenza o
dell’abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli
obblighi del dipendente, agli eventuali danni causati all’ente, agli utenti o ai terzi;
d) ingiustificato ritardo, non superiore a 10 giorni, a trasferirsi nella sede assegnata dai
superiori;
e) svolgimento di attività che ritardino il recupero psico-fisico durante lo stato di malattia o di
infortunio;
f) testimonianza falsa o reticente in procedimenti disciplinari o rifiuto della stessa;
g) comportamenti minacciosi, gravemente ingiuriosi, calunniosi o diffamatori nei confronti di
altri dipendenti o degli utenti o di terzi;
h) alterchi negli ambienti di lavoro, anche con utenti o terzi;
i) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell’ente, salvo che siano espressione della libertà di
pensiero, ai sensi dell’art.1 della legge n.300 del 1970;
j) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della
persona;
k) violazione di obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere
precedenti, da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo all’ente, agli utenti o ai
terzi;
l) sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano
forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente.
6. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da
11 giorni fino ad un massimo di 6 mesi si applica per:
a) recidiva nel biennio delle mancanze previste nel comma precedente quando sia stata
comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste al comma 5 presentino
caratteri di particolare gravità;
b) assenza ingiustificata ed arbitraria dal servizio per un numero di giorni superiore a quello
indicato nella lett. c) del comma 5 e fino ad un massimo di 15;
c) occultamento, da parte del responsabile della custodia, del controllo o della vigilanza, di fatti
e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni
di pertinenza dell’ente o ad esso affidati;
d) persistente insufficiente rendimento o fatti, colposi o dolosi, che dimostrino grave incapacità
ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
e) esercizio, attraverso sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e
denigratori, di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro
dipendente al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal
contesto lavorativo;
f) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, di particolare gravità che siano
lesivi della dignità della persona;
g) fatti e comportamenti tesi all’elusione dei sistemi di rilevamento elettronici della presenza e
dell’orario o manomissione dei fogli di presenza o delle risultanze anche cartacee degli stessi.
Tale sanzione si applica anche nei confronti di chi avalli, aiuti o permetta tali atti o
comportamenti;
h) alterchi di particolare gravità con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
i) qualsiasi comportamento da cui sia derivato danno grave all’ente o a terzi.
Nella sospensione dal servizio prevista dal presente comma, il dipendente è privato
della retribuzione fino al decimo giorno mentre, a decorrere dall’undicesimo, viene
corrisposta allo stesso una indennità pari al 50% della retribuzione indicata all’art. 52,
comma 2, lett. b) (retribuzione base mensile) del CCNL del 14.9.2000 nonché gli
assegni del nucleo familiare ove spettanti. Il periodo di sospensione non è, in ogni caso,
computabile ai fini dell’anzianità di servizio.
7. La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso si applica per:
a) recidiva plurima, almeno tre volte nell’anno, nelle mancanze previste ai commi 5 e 6,
anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza tra quelle previste nei
medesimi commi, che abbia comportato l’applicazione della sanzione massima di 6 mesi di
sospensione dal servizio e dalla retribuzione, fatto salvo quanto previsto al successivo
comma 8, lett. a);
b) recidiva nell’infrazione di cui al comma 6, lettera c);
c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall’ente per riconosciute e motivate
esigenze di servizio nel rispetto delle vigenti procedure, adottate nel rispetto dei modelli di
relazioni sindacali previsti, in relazione alla tipologia di mobilità attivata;
d) mancata ripresa del servizio nel termine prefissato dall’ente quando l’assenza arbitraria ed
ingiustificata si sia protratta per un periodo superiore a quindici giorni. Qualora il dipendente
riprenda servizio si applica la sanzione di cui al comma 6;
e) continuità, nel biennio, dei comportamenti rilevati attestanti il perdurare di una situazione
di insufficiente rendimento o fatti, dolosi o colposi, che dimostrino grave incapacità ad
adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;
f) recidiva nel biennio, anche nei confronti di persona diversa, di sistematici e reiterati atti e
comportamenti aggressivi ostili e denigratori e di forme di violenza morale o di persecuzione
psicologica nei confronti di un collega al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o
addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
g) recidiva nel biennio di atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che
siano lesivi della dignità della persona;
h) condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso fuori dal servizio e non
attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua
specifica gravità;
i) violazione dei doveri di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere
precedenti di gravità tale secondo i criteri di cui al comma 1, da non consentire la
prosecuzione del rapporto di lavoro;
j) reiterati comportamenti ostativi all’attività ordinaria dell’ente di appartenenza e comunque
tali da comportare gravi ritardi e inadempienze nella erogazione dei servizi agli utenti.
8. La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso si applica per:
a) terza recidiva nel biennio, negli ambienti di lavoro, di vie di fatto contro dipendenti o terzi,
anche per motivi non attinenti al servizio;
b) accertamento che l’impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi e,
comunque, con mezzi fraudolenti, ovvero che la sottoscrizione del contratto individuale di
lavoro sia avvenuta a seguito di presentazione di documenti falsi;
c) condanna passata in giudicato:
1. per i delitti già indicati nell’ art.1, comma 1, lettere a), b) limitatamente all’art. 316 del
codice penale, c), ed e) della legge 18 gennaio 1992 n. 16; per il personale degli enti locali il
riferimento è ai delitti previsti dagli artt. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente all’art. 316
del codice penale, lett. c), d) ed e), e 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già
indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a) e all’art. 316 del codice penale, lett. b) e c) del
D.Lgs.n.267 del 2000.
2. per gravi delitti commessi in servizio;
3. per i delitti previsti dall’art. 3, comma 1 della legge 27 marzo 2001 n. 97;
d) condanna passata in giudicato quando dalla stessa consegua l’interdizione perpetua dai
pubblici uffici;
e) condanna passata in giudicato per un delitto commesso in servizio o fuori servizio che,
pur non attenendo in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta neanche
provvisoriamente la prosecuzione per la sua specifica gravità;
f) violazioni intenzionali degli obblighi non ricompresi specificatamente nelle lettere
precedenti, anche nei confronti di terzi, di gravità tale, in relazione ai criteri di cui al
comma 1, da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;
g) l’ipotesi in cui il dipendente venga arrestato perché colto, in flagranza, a commettere
reati di peculato o concussione o corruzione e l’arresto sia convalidato dal giudice per le
indagini preliminari.
9. Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 8 sono comunque sanzionate
secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all’individuazione dei fatti
sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all’art. 23 del CCNL del 6.7.1995,come modificato
dall’art.23 del CCNL del 22.1.2004, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi
desumibili dai commi precedenti.
10. Al codice disciplinare di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicità
mediante affissione in luogo accessibile a tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa
e non può essere sostituita con altre.
11. In sede di prima applicazione del presente CCNL, il codice disciplinare deve essere
obbligatoriamente affisso in ogni posto di lavoro in luogo accessibile a tutti i dipendenti, entro
15 giorni dalla data di stipulazione del presente CCNL e si applica dal quindicesimo giorno
successivo a quello della affissione.
12. Per le infrazioni disciplinari, comunque, commesse nel periodo antecedente alla data di
efficacia del codice disciplinare, di cui a comma 11, si applicano le sanzioni previste dall’art.25
(codice disciplinare) del CCNL del 6.7.1995, come modificato dall’art.25 del CCNL del
22.1.2004.
13. Dalla data di sottoscrizione definitiva del presente CCNL sono disapplicate le disposizioni
dell’art.25 del CCNL del 6.7.1995 come sostituito dall’art.25 del CCNL del 22.1.2004.
L’articolo 23 del CCNL 6.7.1995, come modificato dall’ articolo 23 del CCNL
22.1.2004, disciplina gli obblighi dei dipendenti.
Obblighi del dipendente
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire la Repubblica con
impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell'attività
amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l'interesse pubblico agli interessi privati
propri ed altrui. Il dipendente adegua altresì il proprio comportamento ai principi riguardanti il
rapporto di lavoro contenuti nel codice di condotta allegato
2. Il dipendente si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione di rapporti di fiducia e
collaborazione tra l'Amministrazione e i cittadini.
3. In tale specifico contesto, tenuto conto dell'esigenza di garantire la migliore qualità del
servizio, il dipendente deve in particolare:
a) collaborare con diligenza, osservando le norme del presente contratto, le disposizioni per
l'esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall'Amministrazione anche in relazione alle
norme vigenti in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro;
b) rispettare il segreto d'ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme dei singoli ordinamenti
ai sensi dell' art. 24 L. 7 agosto 1990 n. 241;
c) non utilizzare a fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d'ufficio;
d) nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle
disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all'attività amministrativa previste dalla
legge 7 agosto 1990 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell'amministrazione
nonchè attuare le disposizioni dell'amministrazione in ordine al DPR del 28 dicembre 2000 n.
445” in tema di autocertificazione;
e) rispettare l'orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle
presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l'autorizzazione del dirigente del servizio;
f) durante l'orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta
uniformata a principi di correttezza ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della
persona;
g) non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività che ritardino il recupero psico
- fisico in periodo di malattia od infortunio;
h) eseguire le disposizioni inerenti l'espletamento delle proprie funzioni o mansioni che gli
siano impartiti dai superiori. Se ritiene che l'ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente
deve farne rimostranza a che l'ha impartito, dichiarandone le ragioni; se l'ordine è rinnovato
per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione. Il dipendente non deve, comunque, eseguire
l'ordine quando l'atto sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo;
i) vigilare sul corretto espletamento dell'attività del personale sottordinato ove tale compito
rientri nelle proprie responsabilità;
j) avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti ed automezzi a lui
affidati;
k) non valersi di quanto è di proprietà dell'Amministrazione per ragioni che non siano di
servizio;
l) non chiedere nè accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione
con la prestazione lavorativa;
m) osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l'accesso ai locali
dell'Amministrazione da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente
autorizzate, persone estranee all'amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico;
n) comunicare all'Amministrazione la propria residenza e, ove non coincidente, la dimora
temporanea, nonchè ogni successivo mutamento delle stesse;
o) in caso di malattia, dare tempestivo avviso all'ufficio di appartenenza, salvo comprovato
impedimento;
p) astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere
direttamente o indirettamente interessi finanziari o non finanziari propri o di suoi parenti entro
il quarto grado o conviventi.

Art. 23 - Doveri del dipendente

1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell'attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l'interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui.

2. Il dipendente si comporta in modo tale da favorire l'instaurazione di rapporti di fiducia e collaborazione tra l'Amministrazione e i cittadini.

3. In tale specifico contesto, tenuto conto dell'esigenza di garantire la migliore qualità del servizio, il dipendente deve in particolare:

a) collaborare con diligenza, osservando le norme del presente contratto, le disposizioni per l'esecuzione e la disciplina del lavoro impartite dall'Amministrazione anche in relazione alle norme vigenti in materia di sicurezza e di ambiente di lavoro;

b) rispettare il segreto d'ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme dei singoli ordinamenti ai sensi dell' art. 24 L. 7 agosto 1990 n. 241;

c) non utilizzare a fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d'ufficio;

d) nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all'attività amministrativa previste dalla legge 7 agosto 1990 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell'amministrazione nonchè attuare le disposizioni dell'amministrazione in ordine della legge 4 gennaio 1968 n. 15 in tema di autocertificazione;

e) rispettare l'orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l'autorizzazione del dirigente del servizio;

f) durante l'orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta uniformata a principi di correttezza ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della persona;

g) non attendere ad occupazioni estranee al servizio e ad attività che ritardino il recupero psico - fisico in periodo di malattia od infortunio;

h) eseguire le disposizioni inerenti l'espletamento delle proprie funzioni o mansioni che gli siano impartiti dai superiori. Se ritiene che l'ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente deve farne rimostranza a che l'ha impartito, dichiarandone le ragioni; se l'ordine è rinnovato per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione. Il dipendente non deve, comunque, eseguire l'ordine quando l'atto sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo;

i) vigilare sul corretto espletamento dell'attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelle proprie responsabilità;

j) avere cura dei locali, mobili, oggetti, macchinari, attrezzi, strumenti ed automezzi a lui affidati;

k) non valersi di quanto è di proprietà dell'Amministrazione per ragioni che non siano di servizio;

l) non chiedere nè accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la prestazione lavorativa;

m) osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l'accesso ai locali dell'Amministrazione da parte del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate, persone estranee all'amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico;

n) comunicare all'Amministrazione la propria residenza e, ove non coincidente, la dimora temporanea, nonchè ogni successivo mutamento delle stesse;

o) in caso di malattia, dare tempestivo avviso all'ufficio di appartenenza, salvo comprovato impedimento;

p) astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere direttamente o indirettamente interessi finanziari o non finanziari propri.

Estremi e testi ufficiali aggiornati degli Statuti e delle norme di legge regionale, che regolano le funzioni, l'organizzazione e lo svolgimento delle attività di competenza dell'amministrazione. 

In allegato il Piano esecutivo di gestione 2016

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pagina in allestimento per nuove indicazioni allegato 1 Sezione Amministrazione trasparente 

Regolamenti

In allegato:

DIRETTIVA: Indicazioni operative in materia di allontanamento del dipendente dal posto di lavoro durante l'orario di ufficio ed attestazione presenza in servizio

Link Registro Acceso Civico e Accesso generalizzato

L’art. 5 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (“Decreto Trasparenza”), prevede:
1. L'obbligo previsto dalla normativa vigente in capo alle pubbliche amministrazioni di pubblicare documenti, informazioni o dati comporta il diritto di chiunque di richiedere i medesimi, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione.
2. La richiesta di accesso civico non è sottoposta ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente non deve essere motivata, è gratuita e va presentata al responsabile della trasparenza dell'amministrazione obbligata alla pubblicazione di cui al comma 1, che si pronuncia sulla stessa.
3. L'amministrazione, entro trenta giorni, procede alla pubblicazione nel sito del documento, dell'informazione o del dato richiesto e lo trasmette contestualmente al richiedente, ovvero comunica al  medesimo l'avvenuta pubblicazione, indicando il collegamento ipertestuale a  quanto  richiesto. Se il documento, l'informazione o il dato richiesti risultano già pubblicati nel rispetto della normativa vigente, l'amministrazione indica al richiedente il relativo collegamento ipertestuale.
4. Nei casi di ritardo o mancata risposta il richiedente può ricorrere al titolare del potere sostitutivo di cui all'articolo 2, comma 9-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, che, verificata la sussistenza dell'obbligo di pubblicazione, nei termini di cui al comma 9-ter del medesimo articolo, provvede ai sensi del comma 3.
5. La tutela del diritto di accesso civico è disciplinata dalle disposizioni di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, così come modificato dal presente decreto.
6. La richiesta di accesso civico comporta, da parte del Responsabile della trasparenza, l'obbligo di segnalazione di cui all'articolo 43, comma 5.

Che cos’è l’accesso civico? 
Il legislatore introduce la nozione di “accesso civico”, con la quale si definisce il diritto offerto a chiunque di chiedere ed ottenere le informazioni che dovrebbero essere pubblicate sul sito internet. Questa forma di tutela è assai rafforzata da parte del decreto: è gratuita, non è soggetta a limitazioni di tipo soggettivo, non deve essere motivata e va avanzata al responsabile della trasparenza. Essa deve essere soddisfatta entro 30 giorni, anche tramite la pubblicazione sul sito internet; in caso di mancata risposta positiva può essere attivato l’intervento sostitutivo ed occorre segnalare l’accaduto all’ufficio per i procedimenti disciplinari.

L’accesso civico si differenzia notevolmente dal diritto di accesso finora configurato dalla legge 241 del 1990. Se ne differenzia per l’oggetto: l’accesso civico si può esercitare solo nei confronti degli atti la cui pubblicazione sia obbligatoria: obbligatorietà che viene richiamata, per ampi settori, dallo stesso decreto n.33 nella seconda parte. Se ne differenzia per la modalità: mentre il diritto di accesso “ordinario” è sottoposto alla necessità di presentare una domanda motivata che si basi su un interesse qualificato, e al pagamento dei diritti di ricerca e riproduzione (eventuale), il diritto di accesso civico non è sottoposto a limitazione alcuna, ed è completamente gratuito.


Come presentare l’istanza: utilizzare l’apposito modulo e inviarlo: 

• in allegato, via mail, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (indicando nell’oggetto: “Istanza di accesso civico”), allegando scansione di un documento d’identità valido;

• di persona, presentando all’ufficio protocollo sede Comunale via Vincenzo Bellini 54,  il modello cartaceo, allegando fotocopia di un documento d’identità valido.